I ruderi di Monte Castello, già studiati negli anni 30/40 da Ubaldo Formentini, sono stati oggetto di scavi archeologici da parte dell'ISCUM negli anni 80. L'insediamento arroccato più antico è costituito dai resti di una robusta cinta, conservata su un lato per una lunghezza di circa 100 metri. Essa è affiancata all'interno delle fondazioni in pietra di un edificio rettangolare lungo circa trenta metri e largo otto, diviso in tre grandi vani. La superficie utile dell'intera fortificazione è di circa 3500 metri quadrati. L'insediamento è poverissimo di rifiuti di vita quotidiana, come se fosse stato usato pochissimo; gli scarsi reperti sono tuttavia compatibili con il periodo in cui la Liguria era occupata dai bizantini, ma più sicura è la datazione dell'ultimo carbone usato nel focolare interno al casamento che ha indicato un 590 d.C., con l'approsimazione che va dalla metà del VI secolo alla metà del VII.